I pazienti affetti da diabete mellito hanno tre volte più probabilità di ammalarsi di parodontite

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I pazienti affetti da diabete mellito hanno tre volte più probabilità di ammalarsi di parodontite

 E. Giammarinaro

E. Giammarinaro

ven. 23 dicembre 2016

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La suscettibilità all’insorgenza di parodontite è tre volte maggiore nei pazienti affetti da diabete mellito rispetto alla popolazione normale. Il rilascio sistemico di mediatori dell’infiammazione in corso di paro-dontopatia può alterare le funzionalità vascolare, immunitaria, emodinamica, metabolica.

La malattia parodontale attiva le vie metaboliche che portano alla produzione eccessiva di radicali liberi dell’ossigeno. Le condizioni infiammatorie croniche forzano l’equilibrio ossido-reduttivo verso la condizione nota come stress ossidativo. Lo stress ossidativo è un fenomeno chiave nell’eziopatogenesi della patologia aterosclerotica. L’aterosclerosi è una delle maggiori complicanze macro-vascolari del diabete mellito non-ché quella più subdola e letale. Pertanto, il controllo dei foci infiammatori satellite nel paziente diabetico, può essere inquadrato come un modello predittivo di eventi cardiovascolari avversi. Il nostro gruppo di ri-cerca, diretto dal prof. Ugo Covani, si è focalizzato sull’analisi dello stress ossidativo nel plasma e nella sali-va di pazienti affetti da diabete mellito (indifferentemente di tipo 1 e 2) e da malattia parodontale (da mo-derata a grave). Il presente trial è tuttora in corso presso i locali dell’Ospedale Unico della Versilia.

L’investigatore principale della ricerca è Il dr. Simone Marconcini che, in collaborazione con la diabetologia dell’Università di Pisa nelle vesti del prof. Ottavio Giampietro ha disegnato e portato avanti il presente stu-dio pilota. I pazienti inclusi nella fase sperimentale sono stati inseriti nel percorso di istruzione e profilassi della Prof.ssa Annamaria Genovesi che, in qualità di operatore unico, ha seguito il trattamento parodontale non chirurgico. Tutti i pazienti hanno riportato una significativa riduzione degli indici di infiammazione pa-rodontale a un mese e poi a tre mesi, sebbene dal primo al terzo mese sia stato già possibile riscontrare un lieve peggioramento. Ciò supporta l’idea che il paziente diabetico debba essere visto dall’igienista dentale più frequentemente. Quanto ai marcatori di stress ossidativo, tutti i gruppi di trattamento hanno riportato una significativa riduzione degli indici di infiammazione sistemica a tre mesi. L’emoglobina glicata si è ridot-ta in modo significativo e questo risultato è in linea con quanto concluso nel Consensus Report of Cardiolo-gists And Periodontologists del 2013.

Il presente studio pilota ha suggerito l’inquadramento del paziente diabetico con malattia parodontale co-me un paziente complesso con elevata tendenza all’infiammazione sistemica. Il gruppo di Ricerca dell’Istituto Stomatologico Toscano (che terrà il prossimo 27-28 gennaio a Viareggio 4° International Mee-ting dal titolo “Non solo perimplantiti: le patologie perimplantari. Diagnosi, Prevenzione e Terapia”) si pro-pone quale obiettivo per le ricerche future la finalizzazione di un approccio terapeutico per il paziente complesso che sia ritagliato su misura alle esigenze dell’individuo.

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